| Intro | Militare italiano | ||
| Was | Military personnel | ||
| From |
Italy Ethiopia |
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| Type | Military | ||
| Gender | male | ||
| Birth |
7 May 1870, Atri, Abruzzo, Italy |
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| Death |
1 March 1896, Adwa, Ethiopia |
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| Star sign | Taurus | ||
| Awards |
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| Aurelio Grue | |
|---|---|
| Nascita | Atri, 7 maggio 1870 |
| Morte | Adua, 1 marzo 1896 |
| Cause della morte | caduto in combattimento |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | Regio Esercito |
| Arma | Artiglieria |
| Corpo | Alpini |
| Specialità | Artiglieria da montagna |
| Reparto | 6ª Batteria d’artiglieria da montagna |
| Anni di servizio | 1890-1896 |
| Grado | Tenente |
| Comandanti | Vittorio Dabormida |
| Guerre | Guerra di Abissinia |
| Battaglie | Battaglia di Adua |
| Decorazioni | vedi qui |
| Studi militari | Regia Accademia Militare di Torino |
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dati tratti da I quaderni dell’Associazione Nazionale Alpini. Il Labaro
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Aurelio Grue (Atri, 7 maggio 1870 – Adua, 1º marzo 1896) è stato un militare italiano, tenente del Regio Esercito, caduto durante la Battaglia di Adua e decorato di medaglia d’oro al valor militare alla memoria.
Biografia
Nacque ad Atri il 7 maggio 1870, figlio di Antonio, che era stato garibaldino ed aveva combattuto nelle guerre d’indipendenza, e di Emilia Mancini; compì gli studi primari nel suo paese prima di divenire Allievo del Collegio militare di Roma. La famiglia paterna era originaria di Castelli, ove aveva esercitato almeno dal XVII Secolo la tradizionale arte della maiolica; un suo omonimo antenato si era trasferito ad Atri nel XVIII secolo.
Frequentò poi la Regia Accademia Militare di Artiglieria e Genio di Torino, da cui uscì con il grado di sottotenente. Promosso tenente, nel 1890 viene assegnato al 14º Reggimento artiglieria da campagna. Il 28 dicembre 1895 partì volontario per la Campagna d’Africa, in seno al corpo di spedizione italiano al comando del generale Oreste Baratieri.
Arrivato a Massaua, in Eritrea, il 6 gennaio 1896, fu assegnato alla 6ª Batteria d’artiglieria da montagna, in supporto alla II Brigata fanteria del generale Vittorio Dabormida. Seguì l’avanzata del corpo di spedizione al comando della colonna munizioni della Brigata Dabormida, fino al giorno 17, quando le truppe italiane arrivarono in vista della conca di Adità.
Durante la successiva battaglia di Adua del 1 marzo, nella quale il Corpo di spedizione fu annientato dalle truppe del negus abissino Menelik, cercò di proteggere la ritirata delle truppe italiane portando i cannoni sulla linea Mariam-Sciavitù e rifornendo di munizioni la fanteria finche poté. Il 2 marzo, ferito ad un piede, si mise al comando di alcuni pezzi d’artiglieria della 6ª e 7ª batteria, sparando sugli attaccanti fino a che non cadde ucciso. Fu insignito, assieme ad altri 13 commilitoni caduti nella stessa battaglia, della Medaglia d’oro al valor militare alla memoria..
Oggi la maggior parte dei suoi ricordi si trova esposta nella città natale di Atri, nella chiesa di San Liberatore, diventata sacrario dei soldati atriani morti nelle due guerre mondiali (Cappella dei Caduti). Una lapide posta sulla sua casa natale il 7 giugno 1903 ne ricorda il coraggio.
Onorificenze
| «Comandante della colonna munizioni dimostrò calma ed ardire in tutta la giornata. Alla fine precedendo la brigata che si ritirava, scelse di sua iniziativa una posizione adatta per arrestare i pezzi che seguivano, e raccolte le scarse munizioni, ancora rimaste nei cofani, fece mettere in batteria i pochi pezzi che poté avere alla mano. Ivi sparando gli ultimi colpi contribuì efficacemente a trattenere ancora l’irrompere del nemico, finché, mortalmente ferito incuorava ancora i soldati con nobili parole. Adua (Eritrea) – 1º marzo 1896.» — Determinazione Ministeriale del 20 novembre 1898 |
| «Comandante della colonna munizioni in testa alla brigata che si ritirava, di sua iniziativa mise in batteria due pezzi che poté avere alla mano, e sparando gli ultimi colpi rimasti, contribuì a trattenere ancora l’irrompere del nemico, lasciando la vita in quel supremo, ultimo sforzo. Adua (Eritrea) – 1º marzo 1896.» |
Bibliografia
- Andrea Bianchi, Mariolina Cattaneo, I quaderni dell’Associazione Nazionale Alpini. Il Labaro, Associazione Nazionale Alpini, 2011, ISBN 978-88-902153-1-5.
- Roberto Battaglia, La prima Guerra d’Africa, Torino, Einaudi, 1958.
- Angelo Del Boca, Gli italiani in Africa Orientale. Dall’unità alla marcia su Roma. Vol. 1, Milano, A. Mondadori Editore, 2002, ISBN 88-04-46946-3.
- (EN) Sean McLachlan, Armies of the Adowa Campaign 1896, Botley, Osprey Publishing Company, 1902, ISBN 1-84908-458-0.